venerdì 17 ottobre 2014

ECHI DI TRINCEA

                            





Un viaggio  nel tempo lungo un secolo, fino ad arrivare al 1914: cento anni fa scoppiava la Prima Guerra Mondiale, conosciuta anche come la Grande Guerra, e Pontremoli ha voluto ricordare questa importante ricorrenza storica domenica  12 ottobre alle 17  al Teatro della Rosa. Nella suggestiva cornice del 700esco teatro, davanti alle autorità civili e militari ( presenti tre generali dell’esercito: Giancarlo Sperindè, Armando Novelli e  Franco Razzini) si è tenuta la rappresentazione <Echi di Trincea. Parole e musica a cento anni dalla Grande Guerra>. Ha introdotto la serata  Gianni Beschizza   ricordando come furono <eroi i soldati italiani come coloro che combatterono per la propria patria, in attesa che venisse costruita la patria comune, cioè  l’Europa>. Dopo Beschizza è cominciata  l’esibizione della Musica Cittadina Pontremoli: la banda ha proposto brani di compositori inneggianti alla pace fra i popoli, ai caduti di tutte le guerre, al sentimento di fratellanza dei soldati al fronte. L’intervallo tra una parte e l’altra dell’esibizione musicale  è stato sostituito da qualcosa di particolare: il fisarmonicista Endrio Luti e  il giovane attore  di Grondola Gregorio Fenocchi si sono alternati nell’interpretare  con musica e parole i sentimenti che attraversarono  i cuori degli italiani in quel 1914.  Mentre Luti ha aperto l’esibizione col suono della sua fisarmonica, Fenocchi ha esordito annunciando con enfasi i punti di quello che  i più esperti di letteratura  hanno riconosciuto come <Il manifesto del futurismo> di Filippo Tommaso Marinetti, il quale vedeva entusiasticamente  la guerra come <sola igiene del mondo>. Ma Fenocchi ha interpretato  i sentimenti anche di chi visse il conflitto come un dramma, recitando la celeberimma lirica <Sono una creatura> di Giuseppe Ungaretti, un poeta profondamente segnato dalla sua esperienza di soldato in trincea  durante la Grande Guerra.  E poi ancora gli spettatori hanno potuto ascoltare la famosa <Canzone del Piave>, lettere di soldati al fronte, una riflessione sul conflitto inviata al generale Sperindè dagli studenti di una Terza Media Lunigianese, articoli del  <Corriere Apuano> dell’epoca.  E infine  hanno potuto ascoltare brani  sul tema del giorno del tenore Alessandro Bazzali. Una serata dunque che ha permesso di ripassare un po’ di storia ai più vecchi, di conoscerla ai più giovani, e soprattutto di fare una riflessione su uno degli eventi più tragici della storia contemporanea: la prima Guerra Mondiale, portatrice di odio, morte,  dolore e distruzione



 Sono una creatura ( G. Ungaretti)

Come questa pietra 
del San Michele
 così fredda
 cosi dura
 così prosciugata
 così refrattaria
 così totalmente 
disanimata

Come questa pietra
è il mio pianto 
che non si vede

La morte 
si sconta
vivendo

3 commenti:

  1. Bravo Mattia! Bravo per la tua capacità di fare cronaca e per la tua cultura.

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  2. grazie mago!
    greg ;)

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