giovedì 17 gennaio 2013
mercoledì 16 gennaio 2013
UN GATTO INTELLETTUALE.
Questa qui sopra è Belen, micia in carne e ossa, e non un soprammobile. E' un'appassionata lettrice e come si vede è un'assidua frequentatrice delle biblioteche: si immerge letteralmente nei testi. Si può notare dai dizionari sulla destra che è una studiosa di lingue straniere. Il suo sogno è di diventare una scrittrice.
martedì 15 gennaio 2013
RIFORMULAZIONE DEI CREDITI PROFESSIONALI
Con un atto di, secondo me, puro buonsenso, il Consiglio nazionale dell'Odg ha deciso di riformulare il regolamento sulla formazione professionale continua che poi dovrà essere approvato dai competenti organi ministeriali. Quindi l'avvio della formazione slitterà e slitterà anche di parecchi mesi. Per me non è un problema poichè per me l'obbligo, con le regole vigenti, scatta dal 2014. Dico che è un atto di buonsenso riforrmulare il regolamento perchè quello in vigore prevedeva l'acquisizione di 60 crediti in tre anni medianti corsi, seminari, pubblicazioni e simili, obbligo per ogni giornalista in attività. E secondo me la storia dei crediti può andar bene per un neopubblicista ma non certo per direttori o professionisti con esperienza pluridecennale: avrebbero loro da insegnare agli altri.
Detto questo, l'altra stonatura è che esauriti i crediti da acquisire nel triennio non c'erano più obblighi formativi. Sarebbe opportuno invece, a mio parere, che l'Ordine organizzasse ogni anno dei corsi di aggiornamento e che ogni iscritto fosse obbligato a frequentarne almeno il 50%, senza stare a guardare i crediti.
Detto questo, l'altra stonatura è che esauriti i crediti da acquisire nel triennio non c'erano più obblighi formativi. Sarebbe opportuno invece, a mio parere, che l'Ordine organizzasse ogni anno dei corsi di aggiornamento e che ogni iscritto fosse obbligato a frequentarne almeno il 50%, senza stare a guardare i crediti.
lunedì 14 gennaio 2013
LETTURE FORTI
Non certo per fare apologia del nazismo, ma con lo stesso interesse di uno storico, ho terminato di leggere il Mein Kampf, il libro che Adolf Hitler scrisse quando fu incarcerato dopo un'azione sovversiva a Monaco di Baviera nel 1924. Dal punto di vista letterario non è certo un capolavoro ma è molto interessante per capire la personalità del Fuhrer: leggendo il libro si scopre che la causa primordiale dell'Olocausto non fu l'odio razziale bensì la paura: Hitler temeva gli ebrei e li paventava come votati alla conquista del mondo. Per il resto sono descritte le situazioni che tutti gli storici conoscono: il principio del culto del capo, la superiorità della razza ariana, il bisogno di ampliarsi territorialmente, l'importanza strategica dell'educazione fisica, militare e intellettuale. Nel libro si scopre anche una vera e propria ammirazione di Hitler per l'Inghilterra. Noi italiani, invece, eravamo solo una strategia, l'unico alleato possibile. Da sottolineare che il capo del nazismo pensava dei parlamentari tedeschi del tempo più o meno quello che noi pensiamo dei loro omologhi italiani di adesso: Hitler non esita a definirli nel libro con diversi appellativi disprezzanti: ladri, cialtroni, criminali, cretini, ecc. ecc.
Ah, tranquilli, in Italia è legale acquistare il libro e possederlo, purchè non se ne faccia propaganda nazista.
Ah, tranquilli, in Italia è legale acquistare il libro e possederlo, purchè non se ne faccia propaganda nazista.
domenica 6 gennaio 2013
L'EQUO COMPENSO
La Befana ha portato un regalo a tutti i giornalisti iscritti all'Ordine non dipendenti: è stata infatti approvata la legge sull'equo compenso, che entrerà in vigore dal 18 gennaio 2013 e che obbligherà gli editori a corrispondere ai lavoratori parasubordinati e simili un compenso dignitoso, pena la perdita dei contributi pubblici per l'editoria. Adesso l'apposita commissione si darà da fare per stabilire un tariffario
mercoledì 19 dicembre 2012
martedì 11 dicembre 2012
LA RASSEGNA DEI PRESEPI
Dal giorno dell'Immacolata e fino all'Epifania al convento dei Cappuccini di Pontremoli è esposta una bellissima rassegna di presepi: 15 opere, realizzate da privati o da gruppi, che si sfidano per la bellezza e l'originalità. A partire dal presepe napoletano di Ciro Martucci, artista di San Gregorio Armeno, che è la capitale delle natività Ma non bisogna dimenticare il presepe di cartone del Centro Alzhaimer pontremolese, il presepe ( il più grosso di tutti, esposto all'esterno) dell'artista moldava Uliana Rusnac, realizzato con materiali di recupero come bottiglie di plastica e rete da pollaio. Simpatici anche il presepe fatto tutto di pane di un noto forno e la Natività in cioccolato di una storica pasticceria. Risaltano anche le statuine completamente nere nell'opera in perfetto stile africano allestita dalla suore della missione di Wantiguera. Ma più che le descrizioni in questo caso, aiutano le immagini, di cui propongo una carrellata, dopo una suggestiva visita alla mostra.
Questa è soltanto una prima parte: i rimanenti presepi nel prossimo post!
Questa è soltanto una prima parte: i rimanenti presepi nel prossimo post!
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